Intervista ad Alessandra Nasti

Oggi ascoltiamo Alessandra Nasti, che sta coordinando uno dei “sottogruppi di project work”, è progettista e responsabile di ENTREFISH per UNIMAR: un istituto che svolge attività di ricerca scientifica e assistenza  tecnica nell’ambito della pesca e dell’acquacoltura, associando i centri di ricerca afferenti alle associazioni nazionali delle cooperative  del settore ittico.
UNIMAR si avvale di una rete di rilevamento diffusa su scala nazionale che agisce a diretto contatto con le realtà produttive territoriali, e che costituisce uno strumento specifico per la raccolta dei dati scientifici e statistici e di formazione in materia di pesca e acquacoltura. 

Titolo del Project Work: Velambiente: network di sviluppo sostenibile per la fruizione delle aree protette salentine.

Tema del nostro Project Work:

 Questo project work nasce da una ampia visione di sviluppo del territorio, basata sull’idea che sia possibile, e necessario, conciliare la tutela dell’ambiente e delle risorse naturali, con lo sviluppo economico e occupazionale.

Tale aspetto è particolarmente importante per chi opera nel settore della pesca, perché tutelare le risorse naturali, significa anche garantire sostenibilità futura e continuità al proprio lavoro: la tutela però passa attraverso la limitazione o la regolamentazione della pesca e dunque è necessario far sì che in questi territori ci sia la possibilità di garantire degli introiti alternativi per gli operatori, affinchè i redditi delle famiglie dei pescatori siano comunque garantiti.

La tutela della natura rappresenta in generale una grande sfida territoriale, che coinvolge tutti gli operatori economici presenti e anzi può rappresentare una leva di sviluppo ad ampio raggio.

Il focus del project work si è concentrato in un territorio di grande interesse naturalistico ma di bassa fruibilità per i visitatori, a causa della mancanza di  un vero e proprio sistema di accoglienza: questo luogo è denominato Parco Naturale Regionale Isola di Sant’Andrea e Litorale di Punta Pizzo.

L’area protetta rientra nei cosiddetti siti Natura 2000: in Salento, così come nel resto dell’Italia e in Europa, esistono queste aree che compongono una rete, diffusa su tutto il territorio dell’Unione Europea, istituita ai sensi delle Direttive Comunitarie 92/43/CEE “Habitat” e 2009/147/CE “Uccelli”, per garantire la conservazione delle risorse naturali minacciate o rare.

Le aree che compongono questa  rete non sono riserve rigidamente protette, dove le attività umane sono escluse: le Direttive infatti intendono garantire la protezione della natura, tenendo anche conto delle esigenze economiche, sociali e culturali dei territori.

L’obiettivo del lavoro è stato quello di costruire una rete di operatori economici, incluso i pescatori, per organizzare un sistema di fruizione sostenibile del territorio, partendo dal Parco Regionale individuato, per poi estendersi via mare agli altri siti Natura 2000 del provincia e della regione.

La navigazione a vela, come sistema di fruizione “pulito” del mare, potrà essere il primo elemento di scoperta di questa area; a partire da essa, sarà sviluppato un pacchetto di attività e proposte per i visitatori, accompagnati da guide ambientali opportunamente formate.

L’offerta integrata di attività, che parte dai laboratori con la vela, potrà rappresentare un vero e proprio “motore” di valorizzazione e aggregazione territoriale, e prevede la messa in rete degli altri operatori economici, per lo sviluppo condiviso di sistemi di comunicazione e promozione, nonché il reclutamento e la formazione delle guide.

 

 

Composizione del nostro gruppo:

 

L’idea del progetto nasce dall’impegno promosso dai laureati in materie scientifiche ed economiche che hanno partecipato al progetto, che conoscono il valore paesaggistico e culturale del proprio territorio di appartenenza, e che hanno messo a disposizione le proprie competenze specifiche e le conoscenze acquisite durante il corso.

I pescatori che desiderano valorizzare l’ambiente in cui operano e ampliare le possibilità di reddito, senza aumentare però il cosiddetto “sforzo di pesca”, saranno coinvolti attivamente nelle attività e potranno beneficiare di un aumento complessivo della domanda turistica per valorizzare anche la vendita del prodotto locale.

 

A che punto siamo con i lavori?

La definizione del progetto è ormai conclusa, nonostante la sua complessa articolazione.

Si stanno individuando le opportune forme di finanziamento e l’analisi dei costi e ricavi.

L’ultimo step previsto sarà la preparazione del materiale di comunicazione e presentazione.

 

Il 4 dicembre…..

 

In quel giorno i referenti del progetto avranno finalmente modo di presentare l’idea al pubblico, ai pescatori che parteciperanno all’evento e che potranno aderire al progetto, e a quelle istituzioni territoriali che potrebbero supportare l’avvio delle attività, come un’opportunità concreta di sviluppo del territorio.

 

Come definiamo questa esperienza?

Il lavoro ha permesso di collaborare e mettere insieme più istanze, più competenze e più obiettivi di sviluppo, tutti elementi indirizzati ad un futuro sostenibile del territorio salentino.

Mi sento personalmente di ringraziare tutti per l’impegno profuso e per il possibile scenario di sviluppo che hanno delineato, offrendo opportunità di valorizzazione e diversificazione anche del settore della pesca.

Titolo del Project Work:  

 

Velambiente: network di sviluppo sostenibile per la fruizione delle aree protette salentine.

 

Tema del nostro Project Work:

 

Questo project work nasce da una ampia visione di sviluppo del territorio, basata sull’idea che sia possibile, e necessario, conciliare la tutela dell’ambiente e delle risorse naturali, con lo sviluppo economico e occupazionale.

Tale aspetto è particolarmente importante per chi opera nel settore della pesca, perché tutelare le risorse naturali, significa anche garantire sostenibilità futura e continuità al proprio lavoro: la tutela però passa attraverso la limitazione o la regolamentazione della pesca e dunque è necessario far sì che in questi territori ci sia la possibilità di garantire degli introiti alternativi per gli operatori, affinchè i redditi delle famiglie dei pescatori siano comunque garantiti.

La tutela della natura rappresenta in generale una grande sfida territoriale, che coinvolge tutti gli operatori economici presenti e anzi può rappresentare una leva di sviluppo ad ampio raggio.

Il focus del project work si è concentrato in un territorio di grande interesse naturalistico ma di bassa fruibilità per i visitatori, a causa della mancanza di  un vero e proprio sistema di accoglienza: questo luogo è denominato Parco Naturale Regionale Isola di Sant’Andrea e Litorale di Punta Pizzo.

L’area protetta rientra nei cosiddetti siti Natura 2000: in Salento, così come nel resto dell’Italia e in Europa, esistono queste aree che compongono una rete, diffusa su tutto il territorio dell’Unione Europea, istituita ai sensi delle Direttive Comunitarie 92/43/CEE “Habitat” e 2009/147/CE “Uccelli”, per garantire la conservazione delle risorse naturali minacciate o rare.

Le aree che compongono questa  rete non sono riserve rigidamente protette, dove le attività umane sono escluse: le Direttive infatti intendono garantire la protezione della natura, tenendo anche conto delle esigenze economiche, sociali e culturali dei territori.

L’obiettivo del lavoro è stato quello di costruire una rete di operatori economici, incluso i pescatori, per organizzare un sistema di fruizione sostenibile del territorio, partendo dal Parco Regionale individuato, per poi estendersi via mare agli altri siti Natura 2000 del provincia e della regione.

La navigazione a vela, come sistema di fruizione “pulito” del mare, potrà essere il primo elemento di scoperta di questa area; a partire da essa, sarà sviluppato un pacchetto di attività e proposte per i visitatori, accompagnati da guide ambientali opportunamente formate.

L’offerta integrata di attività, che parte dai laboratori con la vela, potrà rappresentare un vero e proprio “motore” di valorizzazione e aggregazione territoriale, e prevede la messa in rete degli altri operatori economici, per lo sviluppo condiviso di sistemi di comunicazione e promozione, nonché il reclutamento e la formazione delle guide.

 

 

Composizione del nostro gruppo:

 

L’idea del progetto nasce dall’impegno promosso dai laureati in materie scientifiche ed economiche che hanno partecipato al progetto, che conoscono il valore paesaggistico e culturale del proprio territorio di appartenenza, e che hanno messo a disposizione le proprie competenze specifiche e le conoscenze acquisite durante il corso.

I pescatori che desiderano valorizzare l’ambiente in cui operano e ampliare le possibilità di reddito, senza aumentare però il cosiddetto “sforzo di pesca”, saranno coinvolti attivamente nelle attività e potranno beneficiare di un aumento complessivo della domanda turistica per valorizzare anche la vendita del prodotto locale.

 

A che punto siamo con i lavori?

La definizione del progetto è ormai conclusa, nonostante la sua complessa articolazione.

Si stanno individuando le opportune forme di finanziamento e l’analisi dei costi e ricavi.

L’ultimo step previsto sarà la preparazione del materiale di comunicazione e presentazione.

 

Il 4 dicembre…..

 

In quel giorno i referenti del progetto avranno finalmente modo di presentare l’idea al pubblico, ai pescatori che parteciperanno all’evento e che potranno aderire al progetto, e a quelle istituzioni territoriali che potrebbero supportare l’avvio delle attività, come un’opportunità concreta di sviluppo del territorio.

 

Come definiamo questa esperienza?

Il lavoro ha permesso di collaborare e mettere insieme più istanze, più competenze e più obiettivi di sviluppo, tutti elementi indirizzati ad un futuro sostenibile del territorio salentino.

Mi sento personalmente di ringraziare tutti per l’impegno profuso e per il possibile scenario di sviluppo che hanno delineato, offrendo opportunità di valorizzazione e diversificazione anche del settore della pesca.