Intervista ad Adriana Giangrande e Cinzia Gravili.

Continuiamo a conoscere i protagonisti del Progetto Entrefish: oggi vi proponiamo l’intervista alla Prof.ssa Adriana Giangrande (responsabile scientifico del progetto per il Dipartimento DiSTeBA dell’Università del Salento) e Cinzia Gravili (responsabile tecnico del progetto per il Dipartimento DiSTeBA dell’Università del Salento) che stanno coordinando uno dei “sottogruppi di project work” del progetto Entrefish).

Titolo del Project Work: U. S. A. (M. I.)2 UTILIZZO DEI SOTTOPRODOTTI DELL’ACQUACOLTURA E DEL MERCATO ITTICO NELLA MANGIMISTICA INNOVATIVA

Premessa
L’acquacoltura è un settore di produzione in crescita per la crescente domanda di pesce della popolazione mondiale ed è vista come alternativa alla pesca.
I principali problemi dell’acquacoltura riguardano la produzione di reflui e la mangimistica.
Oggi la sfida dell’acquacoltura è quella di migliorare l’uso di grandi quantità di mangimi non più derivati da farine di pesce selvatico.
Il fattore negativo è che la maggior parte delle specie allevate sono carnivore (pesce bianco) e la fonte principale per produrre la farina di pesce per il loro mangime per anni è stata la biomassa del pesce azzurro, così, invece di salvaguardare il pesce naturale, l’acquacoltura ha contribuito alla sovrappesca di alcune specie. Le forniture di farina di pesce stanno così oggi diventando sempre più scarse e costose, rendendo sostenibile la necessità di reperire una fonte di proteine e altri ingredienti di alto valore nutrizionale per le varie specie di pesci.
I metodi attuali di produzione di mangimi tendono a non utilizzare più la “farina di pesce”, unendo l’olio di pesce a proteine vegetali e sostanze chimiche confezionate in “pellets”. Questo pone un problema, poiché molti pesci carnivori non sono geneticamente progettati per metabolizzare grandi quantità di carboidrati. Pertanto l’innovazione di mangime per pesci continua a essere una necessità per l’acquacoltura eco-sostenibile.
Più recentemente progetti di ricerca e sviluppo in questo settore della mangimistica sono stati attivati con lo scopo di migliorare la comprensione dei rapporti tra nutrizione e impatto ambientale; tali progetti di innovazione sono in corso in tutto il mondo. Tuttavia, la scommessa è ancora quella di realizzare mangimi per pesci relativamente a basso costo ed alta qualità nutraceutica in sistemi di acquacoltura rispettosi dell’ambiente; pertanto tale obiettivo è divenuto un business di grande concorrenza mondiale.

Tema del  Project Work
Il nostro Project Work propone la formulazione di un mangime innovativo in grado di consentire un’acquacoltura eco-compatibile in quanto ottenuto dal riciclaggio degli avanzi del mercato ittico (si parla non solo degli scarti della pesca peraltro già utilizzati, ma di prodotto invenduto) e dei sottoprodotti dell’acquacoltura (pesce invenduto e biomasse di invertebrati e alghe prodotti come by-product di sistema IMTA: Acquacoltura mulitrofica integrata).
Tale mangime innovativo consentirebbe di ridurre l’uso di farine e olio di pesce usati nella produzione degli attuali mangimi impiegati in acquacoltura, la cui produzione minaccia gli stock ittici naturali.
Sarà necessaria una ricerca preliminare sulla comprensione del destino dei prodotti che vogliamo utilizzare, in altre parole, non si sa bene che fine facciano scarti e avanzi, si tratta di materiale il cui smaltimento è fonte di spesa per i commercianti

Il progetto contribuirà a sviluppare nuove metodologie e tecnologie di fabbricazione nella produzione del nuovo mangime creando competenze all’avanguardia nell’ottica di una crescita high-tech del settore dell’acquacoltura. Permetterà di offrire una ricerca di settore ad alto valore aggiunto in grado di attirare investimenti industriali da parte di aziende sia del settore dell’acquacoltura che della mangimistica in campo nazionale e internazionale, una volta definita la convenienza del progetto in termini del rapporto costi/benefici.
Sul territorio potrà contribuire al rafforzamento del sistema della ricerca scientifica e tecnologica, migliorando i collegamenti tra sistema scientifico e sistema imprenditoriale riducendo, così, il ritardo che esiste tra la ricerca biotecnologica e lo sviluppo dell’acquacoltura.
In definitiva, il progetto potrà contribuire alla crescita del settore acquacoltura e alla sua sostenibilità in sintonia con il rispetto dell’ambiente, dei consumatori e dell’industria alimentare.

Cinzia Gravili

Il team
Il  gruppo è composto da giovani laureati e laureandi in scienze biologiche e ambientali. La prof.ssa Adriana Giangrande da tempo si occupa di ricerca nel campo dell’acquacoltura ecosostenibile collaborando con il CNR di Taranto, con l’Università di Bari e con l’impianto di maricoltura Margrande di Taranto per lo sfruttamento di sottoprodotti dell’acquacoltura (invertebrati e alghe). Il presente progetto è collegato ad un precedente progetto Life che è tuttora in corso nell’impianto in cui si sta sperimentando un sistema IMTA con la generazione di biomasse di invertebrati e alghe e che possono essere utilizzati nella produzione del mangime. La dott.ssa Cinzia Gravili si occupa dell’impatto di organismi gelatinosi del plancton sugli ecosistemi marini.
La rivoluzione innovativa di questo progetto sarà proprio la collaborazione della costituenda start-up con un gruppo composito di ricercatori (esperti afferenti a UniSalento, Università di Bari, Università di Torino, Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Istituto di Scienze e Produzione degli Alimenti CNR – ISPA, CNR di Taranto, impianto di acquacoltura Margrande di Taranto) che prenderanno in considerazione tutti gli aspetti del problema, della qualità e dalla sostenibilità del mangime innovativo a possibili effetti sui consumatori. Inoltre la presenza di esperti della mangimistica e della valutazione di impatto ambientale certificherà la fattibilità d’utilizzo del nuovo mangime e la sostenibilità del prodotto.

 

A che punto siamo con i lavori?
In questi ultimi giorni ci stiamo concentrando sui dettagli relativi al Management (collaborazioni scientifiche e sponsor) e sugli aspetti finanziari ed economici del Progetto grazie alle attività condotte in precedenti progetti nazionali e internazionali nella stessa area di ricerca.

Il 4 dicembre
L’idea è quella di presentare il nostro progetto illustrandone i diversi aspetti ai potenziali stakeholders. Siamo pronti a metterci in gioco in un settore che ha bisogno di idee innovative e all’avanguardia dal punto di vista scientifico e tecnologico con il massimo rispetto ambientale e che dia una valida opportunità di inserimento alle nuove generazioni di imprenditori.

Come definiamo questa esperienza?
Un’esperienza che ci ha arricchito grazie agli scambi di idee e proposte che sono venute principalmente dai giovani che vedono in questo progetto una buona opportunità di inserimento nel mondo del lavoro e della ricerca innovativa nel settore dell’acquacoltura e della mangimistica.