Intervista a Vincenzo Zonno

Il 4 dicembre si avvicina e siamo curiosi di conoscerne i protagonisti e i temi dell’evento.
Oggi parliamo con Vincenzo Zonno, Responsabile del Centro di Ricerche per la Pesca e l’Acquacoltura dell’Università del Salento, che sta coordinando uno dei “sottogruppi di project work” del progetto Entrefish.

Partiamo dall’inizio: qual è il tema del vostro Project Work?

Il nostro project work si inquadra nel tema della sostenibilità ambientale dell’acquacoltura, quindi dell’allevamento di organismi acquatici, siano essi pesci, molluschi o crostacei.
Il progetto affronta il tema della sostenibilità ambientale, ma con un occhio anche alla sostenibilità economica.
Tradotto in termini pratici, il nostro progetto mira a soddisfare un’esigenza specifica: tutti gli allevamenti di animali, sia terricoli sia acquatici, possono avere un impatto negativo sull’ambiente; questo accade anche se gli allevamenti hanno raggiunto un livello di ottimizzazione piuttosto importante grazie alla tecnologia che rende possibile il miglioramento dei cicli produttivi e l’efficientamento dei mangimi.
Le attività di tipo zoo-tecnico producono dei reflui di natura organica che, se non controllati, possono determinare un impatto negativo sull’ambiente.
Rispetto agli allevamenti di animali terrestri, tuttavia, nel mondo dell’acquacoltura i reflui sono quantitativamente ridotti anche se, operando in ambiente acquatico, risultano più difficili da trattare. L’idea è, comunque, quella di recuperare questi reflui di natura organica, che si presentano soprattutto sotto forma di sedimenti, quindi composti principalmente da residui di mangime, feci, alghe e altri tipi di detriti, e valorizzarli attraverso la loro trasformazione e il riutilizzo come fertilizzanti e/o ammendanti nel settore agricolo. L’obiettivo è duplice: quello di dare maggiore sostenibilità ambientale agli allevamenti, quindi ai produttori, agli allevatori, e dall’altro lato cercare di valorizzare un prodotto che attualmente viene rilasciato nell’ambiente, ma che, se riutilizzato, potrà incrementare la redditività degli impianti.

Come si compone il vostro gruppo?

Il gruppo è composto da giovani laureati in discipline scientifiche, in particolare del ramo biologico, quindi per lo più laureati in biologia e scienze ambientali, con un apporto esterno anche di laureati in discipline di tipo economico. Io mi occupo principalmente di ricerca e sviluppo di tecnologia, per questo motivo ho costituito circa 10 anni fa uno spin off che si occupa proprio di queste tematiche.
Una chiave vincente di questo progetto sarà proprio la collaborazione, già in fase di costituzione della nuova Start-up, con lo spin off universitario, che è il Soggetto che ha acquisito le conoscenze e sviluppato, a livello prototipale, la tecnologia e la metodologia, che verranno impiegate dalla nuova società, per il definitivo lancio dei prodotti e dei servizi sul mercato.

A che punto siamo con i lavori?

In questi giorni stiamo definendo i dettagli del business plan; quindi stiamo chiudendo tutta la parte economico – finanziaria con l’individuazione dei costi e delle risorse necessarie, sia umane sia strumentali; dei clienti, attraverso l’approfondimento dell’analisi di mercato già esistente, grazie alle attività nell’ambito di precedenti progetti di ricerca e innovazione, finanziati dall’UE e dal MIUR e dalla Regione Puglia, che riguardano questo specifico tema.
Stiamo facendo anche una valutazione degli investimenti e, naturalmente, le previsioni di vendita dei primi 5 anni di vita della Società, per verificare e dimostrare la sostenibilità economica dell’azienda.

Veniamo al 4 dicembre!

Il 4 dicembre pensiamo di poter presentare già il progetto completo in tutte le sue parti; quindi presenteremo, ai potenziali beneficiari dei nostri servizi e dei nostri prodotti, la costituenda società che realizzerà e venderà questa tipologia di prodotti . Siamo arrivati al punto in cui bisogna iniziare a lavorare, anche dal punto di vista della comunicazione, perché c’è una specifica esigenza di mercato.

Come definiresti questa esperienza?

Nel complesso definirei questa esperienza molto positiva perché ho incontrato dei ragazzi preparati e con ottime motivazioni; delle persone che si sono molto impegnate, un gruppo energico in cui nessuno dei componenti ha mai gettato la spugna e in cui le persone intravedono delle buone opportunità di occupazione.
Personalmente, spero che, dopo anni di ricerca e sviluppo, possiamo finalmente mettere in pratica i risultati raggiunti e che questa nuova idea imprenditoriale possa rispondere alle esigenze di mercato soddisfacendo le richieste degli allevatori e di altri operatori del settore.