La governance oceanica internazionale contro 2 acerrimi nemici: l’inquinamento e la pesca illegale. Obiettivo: la protezione delle aree marine.

Lo studio che ci interessa menzionare fa seguito agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, con particolare attenzione all’Obiettivo 14 – conservare e utilizzare in modo sostenibile gli oceani – .

Si tratta di misure volte a prevenire e combattere l’inquinamento marino con l’obiettivo di salvaguardare in modo sostenibile gli ecosistemi marini e costieri, riducendo al minimo l’acidificazione degli oceani e porre fine al sovrasfruttamento.

Lo studio di recente pubblicazione individua 3 specifiche aree di intervento:  l’inquinamento, la pesca illegale, la protezione delle aree marine proponendo progetti volti al raggiungimento degli obiettivi prefissi.

Oggetto di questo progetto di ricerca 13 paesi terzi che hanno accordi bilaterali attivi con l’UE attraverso un accordo di partenariato per una pesca sostenibile.

Risultato dell’iniziativa: 52 progetti nazionali e 5 regionali per affrontare le 3 sfide del sottosuolo oceanico. In alcuni le criticità rilevate sono particolarmente acute, come il problema della pesca illegale in India.

L’inquinamento marino e la protezione delle aree marine sono invece obiettivi condivisi da tutti e 13 i paesi coinvolti.  

Andiamo ai risultati: emergono le evidenti differenze tra le situazioni di partenza dei paesi coinvolti: Seychelles e Mauritius partono da un discreto benchmark, mentre Guinea-Bissau e  Liberia presentano situazioni più critiche che richiedono una maggiore mole di lavoro. Madagascar e Mauritius,con Seychelles e Marocco, essendo i paesi con maggiore disponibilità di strumenti e politiche governative più attive hanno maggiori speranze di raggiungere  a breve l’obiettivo.

Studio completo La governance degli oceani internazionali è disponibile sul sito delle pubblicazioni dell’UE